Lo sviluppo senso-motorio e la percezione sensoriale nell’autismo

Una tra le più importanti teorie sullo sviluppo cognitivo del bambino è quella formulata da Jean Piaget. Piaget[1].  Piaget sostiene che c’è una relazione tra l’oggetto e il bambino. L’autore dunque ipotizza che lo sviluppo mentale del bambino attraversi cinque stadi, di nostro interesse in questa sede è il primo: lo stadio dello sviluppo senso-motorio. Vediamone le caratteristiche principali e le differenze della percezione sensoriale nei bambini con autismo.

[1] Piaget J., Lo sviluppo mentale del bambino, Einaudi editore, 2000.

Lo sviluppo senso-motorio del bambino

La fase senso-motoria, la prima dello sviluppo cognitivo del bambino, secondo Piaget va dalla nascita fino ai due anni circa. Alla nascita il bambino non distingue tra se stesso e l’ambiente circostante. A mano a mano che si avanza in questa fase il bambino inizia a capire cosa sia il tempo, lo spazio, e che le sue azioni hanno delle conseguenze. Tale fase è a sua volta suddivisa in sei sotto fasi.

Vediamo quali sono:
  1. In questa fase di fondamentale importanza è la coordinazione occhio-mano che permette di sviluppare gli schemi senso-motori di base (succhiare, guardare, ascoltare, ecc). Per esempio, il bambino vede un giocattolo vicino a lui e lo prende, in un secondo momento lo porta alla bocca per conoscerlo. Questa azione è di fondamentale importanza perché permette al bambino di osservare ed esplorare il mondo.
  2. Successivamente il bambino inizia a compiere un’azione per osservare cosa produce il suo comportamento, e lo ripete: prende il sonaglio, questo emette un suono e il bambino continua a scuoterlo per osservare cosa succede. Dunque il bambino inizia ad interagire con l’ambiente.
  3. In questa fase il bambino manipola l’oggetto e scopre che può avere diverse funzioni: lo scuote, lo getta a terra, lo tira, ecc.
  4. Il bambino comincia a coordinare in sequenza due azioni. Per esempio, sposta un cuscino per prendere un giocattolo. Il bambino comincia ad utilizzare dei mezzi adatti al raggiungimento del suo scopo. 
  5. In questa penultima fase, il bambino, quando scopre un oggetto nuovo lo esplora mettendo in atto una serie di nuove azioni che derivano da azioni che il bambino aveva già fatto in precedenza. Per esempio il bambino giocando con una scatola non riesce ad aprirla in un primo momento, e così fa dei tentativi che lo portano infine ad aprire la scatola.
  6. In questa ultima fase, preliminare al successivo stadio teorizzato da Piaget, il bambino inizia a rappresentare gli oggetti attraverso i simboli. Si arriva cioè, al gioco simbolico (prende la macchinina e dice “pronto?”). Grazie alla comparsa della funzione simbolica il bambino è in grado di agire sulla realtà col pensiero.
Perché è importante

Da questa breve descrizione del complesso pensiero di Piaget, possiamo comprendere che la manipolazione degli oggetti è di fondamentale importanza affinché il bambino conosca il mondo, a partire proprio dalla sua esperienza percettiva.

Percezione Sensoriale nel bambino con Autismo

Generalmente quando si parla di Autismo si fa riferimento principalmente ai deficit legati all’interazione sociale, alla comunicazione e al linguaggio, ma è importante valutare anche il modo in cui si percepisce il mondo, attraverso i propri sensi.

Bambini e ragazzi con Autismo sembrano percepire la realtà in modo diverso dalle persone “tipiche”, mostrando delle difficoltà nel modulare la propria percezione sensoriale.

A tale proposito si parla di:
  • iper-sensibilità verso gli stimoli sensoriali rappresentata da una reazione comportamentale esagerata, negativa o di evitamento verso stimoli presenti nell’ambiente come suoni, luci e odori. Ad esempio, bambini e ragazzi con Autismo potrebbero non tollerare suoni presenti quotidianamente e “tapparsi” le orecchie in presenza di rumori fastidiosi come l’aspirapolvere, il frullatore, uno scoppio improvviso e persino la caduta di un oggetto.
  • ipo-sensibilità verso gli stimoli sensoriali rappresentata dalla mancata o ridotta risposta verso determinate stimolazioni come la temperatura, il dolore e i sapori. Ad esempio, bambini o ragazzi con Autismo potrebbero apparire indifferenti al caldo o al freddo oppure insensibili al dolore (cadute, tagli, ecc.).
  • interesse insolito e ricerca compulsiva verso determinati stimoli sensoriali che possono diventare “assorbenti”, facendo isolare completamente l’individuo dal mondo circostante.

    Ad esempio, bambini o ragazzi con Autismo potrebbero mostrare un forte interesse per determinati oggetti come luci, consistenze tattili particolari oppure parti di un oggetto come osservare continuamente le ruote che girano di una macchinina.

Differenze della percezione

Le differenze legate alla percezione degli stimoli sensoriali riscontrate nell’Autismo possono incidere sullo sviluppo di diverse abilità alla base dell’interazione sociale.  Non tutte le differenze legate alla percezione sensoriale di un bambino con autismo devono essere considerate come disfunzionali e dunque rappresentare un problema o una difficoltà. Si può imparare dal bambino stesso quali siano le caratteristiche della sua sensorialità ed aiutarlo ad utilizzarle in maniera funzionale come ad esempio nell’apprendimento e nella regolazione emotiva.

“Sentire” per Apprendere

Attraverso attività “sensoriali” che rispecchiano il modo in cui il bambino o ragazzo con Autismo percepisce il mondo e la sua preferenza sensoriale (ad esempio, se preferisce giochi o attività che stimolano il tatto, l’udito, il gusto, la vista oppure l’olfatto) è possibile agganciarne facilmente la motivazione. Maggiore sarà la motivazione e l’interesse, maggiore sarà la possibilità di poter far apprendere determinate abilità come il contatto visivo, l’imitazione, il linguaggio che favoriscono l’interazione sociale. Ad esempio, giochi musicali oppure dotati di luci particolari, giochi tattili come la sabbia cinetica, il didò, giochi con l’acqua.

La risposta emotiva nella percezione sensoriale del bambino con autismo

È importante lasciare che i bambini con autismo utilizzino delle strategie per controllare la loro percezione. Poiché quando questa è alterata si possono innalzare i livelli di stress o di ansia che a loro volta potrebbero portare a comportamenti ripetitivi. Alcuni comportamenti come ad esempio il dondolio, l’ondeggiare, lo sfarfallamento o strofinamento delle mani, il ricercare il contatto fisico, ecc, possono servire per regolare la loro esperienza emotiva. Si utilizzano cioè, per sentirsi meglio. In particolare le autostimolazioni possono essere utilizzate dal bambino o ragazzo con autismo in diversi modi (funzione difensiva e compensatoria).

Quali sono?
  • Funzione difensiva: il bambino o il ragazzo con autismo utilizza l’autostimolazione per alleviare l’ansia o la tensione causata dalla situazione. Per esempio, si dondola, strofina le mani, cerca la mano della mamma per delle carezze, ecc.
  • Funzione compensatoria: il bambino o il ragazzo con l’autismo utilizza dei comportamenti quando la percezione degli stimoli sensoriali è ambigua. Per esempio può accadere che nel vedere una persona a loro cara, non riescono a regolare la loro sensazione e per esempio potrebbero iniziare a sfarfallare, come appunto strategia compensatoria.

Dott.ssa Rosamaria Satriano, Dottoressa in Psicologia

Dott.ssa Marina Dei, Psicologa


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