mercoledì, Febbraio 28, 2024
FormazioneinformazioneSportello TAM TAM

Trauma e disturbo da stress post-traumatico: gestire gli eventi dolorosi

Quando si vivono eventi molto dolorosi non è semplice lasciarseli alle spalle. Si dice che il tempo rimargina le ferite ma se i ricordi impediscono di vivere con tranquillità, ripresentandosi anche in maniera ingombrante, forse nella vita quotidiana c’è qualcosa che non va. Se il trauma vissuto continua a tormentare la persona, questa potrebbe aver sviluppato un disturbo da stress post-traumatico. Vediamo più a fondo di cosa stiamo parlando.

Il termine trauma deriva dal greco e significa letteralmente Ferita, ad indicare la particolare natura di alcuni eventi che si verificano nella vita e che lacerano la tranquilla quotidianità, lasciando, appunto, un taglio da rimarginare. Il trauma consiste nell’impossibilità di dare un senso e un significato all’evento che si verifica improvvisamente. Un evento traumatico si definisce tale perché è improvviso, intenso, imprevedibile e incontrollabile, dunque sconvolge in vari modi la vita della persona. Sebbene in alcuni casi l’evento traumatico sia estremamente soggettivo, si può dire che alcuni eventi più di altri sono più suscettibili al trauma: un abuso sessuale, una rapina, un crollo improvviso di un palazzo, una malattia, un incidente, storie di violenza domestica, torture, attentati terroristici ecc. Quando questo evento traumatico viene vissuto come estremamente sconvolgente e intenso si potrebbe sviluppare un Disturbo da stress post traumatico. 

Il disturbo da stress post-traumatico

Inizialmente definito come “nevrosi da guerra” poiché chi vi andava incontro erano principalmente militari a seguito dei vissuti di guerra, ad oggi, secondo il Dsm 5 il disturbo da stress post traumatico (Ptsd) si verifica a seguito di un’esposizione a minaccia di morte o morte reale, grave lesione o violenza sessuale. Ci sono delle categorie più a rischio come ad esempio le forze dell’ordine, le forze armate, i soccorritori, come i vigili del fuoco o il personale medico di emergenza e i civili che abitano in territori di guerra. L’esposizione all’evento traumatico può essere sia diretta (si assiste in prima persona all’evento o si è protagonisti, come assistere ad una rapina o essere rapinati) o venire a conoscenza della minaccia di morte/lesione di un familiare o amico stretto. In alcuni casi si può sviluppare un Ptsd anche assistendo a dei dettagli crudi dell’evento come per esempio può accadere ai soccorritori di un disastro aereo o di un attentato terroristico.

I sintomi

I sintomi che si presentano sono di vario tipo:

  • Sintomi intrusivi: si chiamano così perché sono invadenti e involontari e consistono in ricordi involontari e improvvisi sull’evento; sogni che richiamano in qualche modo l’evento traumatico; flashback in cui la persona sente che l’evento si sta verificando di nuovo; reazioni sia fisiche che psicologiche che richiamano l’evento traumatico.
  • Sintomi di evitamento: la persona cerca di evitare tutto ciò che può ricordare l’evento come persone, conversazioni, luoghi ecc.
  • Alterazioni negative di pensieri ed emozioni: la persona non riesce a ricordare elementi importanti dell’evento traumatico; inoltre inizia ad avere credenze e aspettative negative su di sé (es. “sono una brutta persona” “il mondo è triste” ecc.); cerca la causa scatenante dell’evento traumatico e fa ricadere la colpa su se stesso o sugli altri; non prova più interesse per qualsiasi attività e tende ad isolarsi e di conseguenza a provare sentimenti di distacco e di estraneità verso gli altri; non riesce più a provare sentimenti positivi (felicità, serenità, ecc).
  • Alterazione della reattività: comportamenti irritabili ed esplosioni di rabbia o comportamenti spericolati o autodistruttivi; inoltre presentano problemi di concentrazione e diverse difficoltà relative al sonno come ad esempio addormentarsi o frequenti risvegli notturni; sono costantemente in allarme e vigilano ininterrottamente sulla situazione, il che comporta un grosso dispendio di energie.

Inoltre nel Ptsd possono presentarsi due situazioni:

  • La persona presenta una sensazione di irrealtà ossia il mondo circostante appare come irreale, come un sogno o una fantasia ad occhi aperti.
  • La persona si sente come se fosse distaccato da sé, ossia come se si vedesse dall’esterno o come se si trovasse in un sogno.
Elaborare il Ptsd

Nel disturbo da stress post traumatico le persone sperimentano una marcata sofferenza che le porta ad avere molti flashback, ossia ricordano improvvisamente spezzoni dell’evento traumatico e sognano in modo ricorrente l’evento stesso o elementi e tematiche che possono essere ad esso collegato. Vivono costantemente con un sentimento di colpa, paura, rabbia, vergogna ecc. Da quanto detto appare evidente che affrontare un trauma e il conseguente disturbo da stress post-traumatico è qualcosa di complicato ma non impossibile. Per questo è importante riconoscere di aver bisogno di aiuto nel ritrovare la propria serenità, attraverso una psicoterapia che consenta di elaborare e superare l’evento traumatico che ha generato questa costellazione di sintomi. 

Dott.ssa Marina Dei, Psicologa

 


Seguici sui nostri social