LA STIMOLAZIONE COGNITIVA: DI COSA SI TRATTA?

La stimolazione cognitiva è una delle terapie psicosociali più raccomandata dagli esperti del settore. Ad avvalorarne l’efficacia, è stato rilevato un miglioramento significativo in persone affette da Demenza, dopo aver svolto un adeguato numero di sedute di stimolazione cognitiva. È possibile trovare operatori di stimolazione cognitiva sia all’interno di strutture, come centri diurni, sia richiedere un servizio domiciliare.
Caffè Alzheimer – Il Centro 2018

La stimolazione cognitiva è inserita tra le terapie psicosociali insieme a musicoterapia, terapia occupazionale, terapia comportamentale, ecc. Nonostante i notevoli progressi compiuti dalla scienza e dalla medicina nel settore delle demenze, le attuali terapie farmacologiche a disposizione offrono risultati solo parzialmente positivi.

Diversi studi hanno dimostrato benefici maggiori a livello cognitivo quando il trattamento farmacologico viene associato ad un trattamento psicosociale.

Per terapie psicosociali per la cura della demenza si intendono tutti quegli interventi fondati su terapie non chimiche. Si tratta, dunque, di interventi volti alla cura della persona nelle sua interezza, più che alla cura della malattia in sé. 

Soprattutto nell’ultimo ventennio si è assistito ad un incremento del ricorso alle tecniche psicosociali oltreché ad uno sviluppo delle stesse. Ciò essenzialmente per due motivi: da una parte, per via della limitata efficacia dimostrata dalla farmacoterapia; dall’altra per i risultati ottenuti, rispetto a

  • Contenimento del progresso della malattia;
  • Rinvio dell’istituzionalizzazione;
  • Mantenimento dell’identità e della autonomia del paziente nel proprio ambiente di provenienza;

Attualmente, la terapia psicosociale raccomandata dalla letteratura è la Terapia di Stimolazione Cognitiva (CST da Cognitive Stimulation Therapy; Spector et al., 2003).

 

La stimolazione cognitiva è l’insieme delle attività che hanno l’obiettivo di stimolare e mantenere vive le capacità mentali di una persona, in modo che questa possa essere il più autonoma possibile e avere una migliore qualità di vita.  
Caffè Alzheimer – Il Centro 2018

 

L’obiettivo non è guarire ma

  • Raggiungere il miglior livello funzionale possibile
  • Rallentare il decadimento cognitivo
  • Contrastare la tendenza all’isolamento nel contesto familiare e sociale
  • Contenere i disturbi comportamentali
  • Ridurre lo stress assistenziale
  • Ritardare l’istituzionalizzazione

 

 

Tale intervento non ha lo scopo di arrestare la malattia ma si prefigge di sollecitare le potenzialità residue della persona per rallentarne il decadimento e ottenere una positiva ripercussione sul benessere quotidiano. Le modalità operative del nuovo intervento si avvalgono di un mix di elementi tratti dall’essenza di tecniche già note come la ROT (Reorientation Therapy)la Reminescenza, la Validation Therapy, ma fa in modo che acquisiscano una nuova identità mettendo al centro la persona nella sua globalità.

L’applicazione di procedure di riabilitazione cognitiva si fonda sull’idea che il deficit di demenza abbia carattere modulare, cioè ci sono abilità cognitive conservate, oltre che abilità deficitarie. Nella demenza la stimolazione cognitiva permette di esercitare le abilità cognitive che la malattia ha al momento risparmiato. Lo scopo è quello di contrastare il declino cognitivo e di favorire i meccanismi di compensazione. Tecniche di stimolazione cognitiva specifica comprendono prove per la stimolazione di:

  • Attenzione
  • Memoria
  • Linguaggio
  • Gestione del denaro
  • Orientamento spazio-temporale

La persona con declino cognitivo viene inoltre stimolata a sfruttare strategie che la aiutino a memorizzare le informazioni e, in seguito, recuperarle. Queste tecniche vengono chiamate ausili interni alla memoria.

È possibile beneficiare della stimolazione cognitiva sia con sedute di gruppo all’interno di strutture come centri diurni, sia con sedute individuali a domicilio. La Stimolazione cognitiva è un trattamento psicosociale diffuso a livello mondiale, comprovato a livello scientifico che, promuove i principi di cura centrati sull’individuo in quanto persona, piuttosto che sulla malattia.

Dott.ssa Noemi Guasco

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