giovedì, Aprile 25, 2024
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Consigli di letture estive: cinque libri che raccontano la disabilità

L’estate si sta avvicinando e avremo sicuramente più tempo a disposizione da dedicare alla lettura e ad approfondire alcuni temi che ci stanno più a cuore.  Oggi vogliamo parlarvi di cinque libri che raccontano la disabilità attraverso punti di vista diversi, tutti però partono da un’esperienza diretta che è quella che meglio ci può far comprendere cosa significhi vivere o assistere una persona che vive una disabilità. 

Nata per te. Storia di Alba raccontata fra noi

Nata per te, scritto da Luca Trapanese, parla di una bellissima storia di amore e di lotta contro i pregiudizi e le difficoltà di essere un padre single e gay di una bambina con una disabilità. Luca Trapanese, impegnato da tutta la vita in comunità per ragazzi con disabilitò, orfani o con gravi patologie, capisce una sera di voler essere padre. Ha dovuto abbattere e combattere contro stereotipi e ostacoli che si riservano in casi come questi a un gay single, riesce infine a ottenere l’adozione della piccola Alba, fino a quel momento scartata da decine di famiglie tradizionali, perché ha la sindrome di Down.

Quando Mercadante incontra per la prima volta Trapanese, per scrivere il libro che dovrebbe raccontare la sua storia e quella di quest’adozione, tante cose gli risultano ancora difficili da comprendere. I due non potrebbero essere più diversi: Mercadante è ateo, mentre Trapanese è cattolico praticante ; il primo sposato e con un figlio biologico, l’altro solo e con questa bimba diversa. Mercadante farà a Trapanese tutte le domande necessarie a capire la sua scelta coraggiosa, rimettendo in discussione per sempre la sua idea di paternità. Nata per te di Mercadante e Trapanese è un dialogo intenso sulla diversità come ricchezza.

Puoi trovare il libro qui.

Un altro (d)anno

Il libro scritto da Valentina Tomirotti non è né un diario, né un calendario. Nessun caso clinico, solo la narrazione vivida e impertinente di una vita che incontra ostacoli a volte più imponenti delle barriere architettoniche, cercando di rendere stabile qualcosa che è nato in bilico. E’ il racconto di dodici mesi lunghi trentasei anni. Un lunario un po’ lunatico e ribelle, tutto da inventare, da sfogliare o forse da spingere, come le ruote di Valentina. “È sempre stata una questione di ruote, della loro grandezza […] Le ruote sotto al sedere, le ruote in testa, ma soprattutto le ruote che mi portano lontano perché ho sempre bisogno di scappare, andare, un moto a luogo qualsiasi, perché la noia è la mia ombra.”

Siamo troppo abituati a considerare la disabilità come la diretta conseguenza della malattia. Invece no, la malattia è un modo diverso di passeggiare nella vita. Un altro (d)anno è il racconto sfacciato di come si può mangiare la verdura sapendo poi di assaggiare anche un uovo di Pasqua anonimo, con una sorpresa da montare e smontare giorno dopo giorno. A volte scappa un “wow!”, a volte è solo un pieno di cioccolata che diventerà un brufolo sfrontato, spuntato al posto giusto in un momento sbagliato.

Puoi trovare il libro qui.

Prometto che ti darò il mondo

Giulia Lamarca ha diciannove anni e davanti a sé una storia ancora tutta da scrivere e riempire di colori ed esperienze. Poi un motorino, una curva presa male in un pomeriggio qualunque, e la realtà che conosceva viene cancellata di colpo. Davanti a lei si apre un’altra vita, che include una nuova compagna di viaggio: una carrozzina. Nel corso di nove lunghi mesi in ospedale, Giulia deve imparare a guardare il mondo da un nuovo punto di vista, a muoversi, a sentirsi se stessa.

In ospedale farà un incontro che le cambierà letteralmente la vita. Andrea è un giovane tirocinante fisioterapista che riesce a conquistarla con la sua tenacia e la sua dolcezza. Un giorno le fa una proposta folle: partire insieme per l’Australia. E, quasi per scherzo, lei accetta. Senza sapere che quell’aereo lo prenderanno davvero, che il loro amore diventerà sempre più grande e che non si fermeranno più.

Quel viaggio sarà l’occasione per cambiare prospettiva, mettersi alla prova, conoscersi meglio e comprendere, infine, che i limiti sono innanzitutto dentro di noi. Viaggio dopo viaggio, Giulia si ritrova a scalare il Machu Picchu, a salire sulla Muraglia cinese, a contemplare la fioritura dei ciliegi in Giappone. Inizia a comprendere non solo che, carrozzina o no, può andare alla conquista del mondo, ma che può spendersi in prima persona per l’inclusione e trasmettere forza agli altri. Con la sua grinta e allegria, Giulia rappresenta per tutti noi una chiamata a uscire dalla nostra zona di comfort e a misurarci con le nostre paure e i nostri sogni impossibili: è questa l’unica via per avere davvero la vita che vogliamo. Con la sua complessità, le sue contraddizioni e tutta la sua bellezza.

Puoi trovare il libro qui.

La valigia di Aran

“Grande fatica mi costa vivere io resto poco controllo del mio corpo. Duro accettare molte novità”. Scriveva Andrea Antonello a nove anni, alla tastiera di un computer. Bambino con autismo, chiuso in un mondo che sembrava inaccessibile, grazie all’intuito di una psicologa si scopre invece che Andrea sapeva leggere. Da allora, con la tecnica della comunicazione facilitata, Andrea ha iniziato a comunicare con la famiglia, gli amici, il mondo. Andrea Antonello che oggi ha 27 anni, è diventato famoso, una visibilità ottenuta anche con l’impegno del papà Franco Antonello che ha creato la Fondazione I bambini delle fate diventata impresa sociale, che sostiene progetti per ragazzi con autismo e disabilità in tutta Italia.

Il titolo del libro, La valigia aran nasce da una delle prime frasi pronunciate alla tastiera a 8 anni, con la comunicazione facilitata, per indicare una valigia arancione. Da allora tanti progressi sono stati fatti, con fatica e tenacia, da Andrea. «Con più risorse e più attenzione tutte le disabilità possono avere una migliore qualità di vita. E tutti potrebbero sentirsi in una rete di relazioni, uscire dall’isolamento». Quel mondo all’apparenza sconclusionato di bambino e poi ragazzo con autismo, consapevole di ciò che sente e vuole comunicare, diventa un viaggio affascinante e commovente che porta con sé il lettore. Un diario intimo che spiazza e incanta, per le emozioni crude, la limpidezza del pensiero e le immagini che vincono sulla logica. Andrea Antonello chiede ascolto, ci guarda, smaschera le nostre finzioni, sente come siamo davvero, riesce a vedere quello che noi non vediamo

Puoi trovare il libro qui.

L’invenzione della felicità

Adottare una nonna: la propria. È la singolare scelta di Benedetta Gargano, sceneggiatrice napoletana, quando l’adorata nonna Elisa, novantasettenne, rischia di finire in casa di riposo. Anche se non si tratta solo di ospitare un’anziana in un bilocale già ingombro, ma di cambiare ritmi e abitudini, a partire dal problema più spinoso: suo marito Paolo è juventino mentre Elisa tifa da una vita – e che vita – per il Napoli. Soluzione? Visto che un altro televisore non saprebbero dove metterlo, alla nonna viene assegnato l’iPad, da lei subito ribattezzato Daipan. Grazie al quale, però, approda sui social: ed è subito influencer.

Generosa, vanitosa, oltraggiosa, gaudente. Regina della casa e regina della Rete, Elisa diventa inarrestabile e trascina anche la nipote fuori dalla sua comfort zone, con risultati imprevedibili.  Benedetta, infatti, scopre che la felicità si può anche inventare: servono fantasia e coraggio, per esempio quelli necessari per improvvisarsi maestra di cucina, dapprima online e poi in televisione. Una nuova avventura che le porta in dono l’incontro con un uomo inatteso e la pone di fronte alla domanda: una volta che cominci a cambiare, poi, dove ti fermi?

Questa è una storia d’amore, tra una nonna e una nipote che rifiutano di farsi separare: dalle convenienze, dalle difficoltà della convivenza, perfino dalla morte. È una storia di formazione, quella di una donna che comprenderà come essere contenta non significhi accontentarsi. È una storia di cucina in cui l’ingrediente segreto esiste: è la generosità, la volontà di godere e di donare, in ogni attimo di ogni giorno.

Puoi trovare il libro qui.

Libri che ti cambiano la visione del mondo

I libri possono essere un grande strumento per poter veicolare un messaggio, per raccontare la propria storia e quale miglior modo per parlare di disabilità se non portando all’attenzione storie reali. Abbiamo scelto questi libri perché raccontano la disabilità parlando, quasi sempre, in prima persona. Sono storie che ci insegno a superare gli ostali, i pregiudizi e soprattutto a lottare per pretendere di vivere la propria vita con dignità.


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