venerdì, Settembre 22, 2023
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Arte e creatività nell’autismo: il campo di intervento dell’arteterapia

Fin dai tempi più remoti l’arte è sempre stata considerata come un elemento di cura. Già a partire dal 1800 alcuni studiosi posero l’attenzione sulle produzioni artistiche di chi viveva una qualche condizione psichica; come espressione, appunto della loro sofferenza. Nel corso del ‘900 l’attenzione al connubio tra arte e patologia psichica portò alla formazione delle prime  scuole di arteterapia, attraverso l’idea che la persona potesse esprimersi non attraverso la parola ma attraverso l’immagine. Così l’arte come terapia diventa un ulteriore elemento dell’intero ambiente terapeutico che può integrare e anche sostenere la psicoterapia. Negli ultimi anni, dunque, si è assistito ad un maggior interesse verso l’autismo che ha portato al proliferare anche di tecniche riabilitative e preventive attraverso la creatività e l’arteterapia.

Tra le diverse tecniche ad oggi esistenti attraverso le quali bambino con autismo può esprimersi, poniamo particolare attenzione all’arteterapia. Quest’ultima è intesa come l’insieme di tecniche che permette al bambino di esprimere se stesso e di comunicare qualcosa di sé in modo alternativo o unitamente alla comunicazione verbale. Infatti l’arteterapia diviene un sostegno alla comunicazione verbale e non verbale, con la convinzione che il processo creativo migliori il benessere della persona. Lo scopo principale che si propone di raggiungere è migliorare il benessere psicologico proprio attraverso l’uso dell’arte.

Creatività ed arte nell’autismo

In particolare, nell’autismo creatività e arteterapia offrono l’opportunità al bambino di sperimentare un modo di comunicare che non sia verbale e tramite cui esprimere se stessi, ciò che prova. Attraverso l’arte il bambino può mettere in relazione il proprio mondo interno con quello esterno tramite la sua produzione artistica: un disegno, un piccolo oggetto da lui creato, un acquerello o un quadretto. Spesso, infatti, ci si sofferma esclusivamente sugli aspetti deficitari che caratterizzano il disturbo dello spettro autistico, senza valorizzare e considerare, invece, tutte quelle capacità e abilità che questi bambini possono mostrare.

Alcuni autori che hanno studiato le biografie di grandi artisti hanno evidenziato aspetti del loro temperamento che potrebbero essere ricondotti a diverse condizioni tra cui anche l’autismo. Alcuni tratti tipici delle persone con autismo, possono contribuire allo sviluppo della creatività. Importanza fondamentale assume il fatto che i bambini con autismo sono solitamente orientati verso la perfezione e hanno un elevato livello di motivazione e concentrazione. In aggiunta, alcuni bambini presentano una predisposizione ad un’elevata capacità di focalizzare l’attenzione su alcuni aspetti della realtà.

Cos’è l’arteterapia?

L’arteterapia si caratterizza come un approccio di sostegno alla comunicazione verbale e non verbale, mediante l’utilizzo di materiali artistici. Si basa sul presupposto secondo cui l’intero processo creativo corrisponda a un maggiore benessere della persona, sia in termini di umore che di stress. Attualmente ci sono due filoni principali:

  • Il pensiero di Margaret Nambung che intende il prodotto artistico come uno strumento per l’accesso ai contenuti inconsci; dunque, utilizzato come strumento diagnostico;
  • Mentre Edith Kramer, sostiene l’importanza del processo artistico ritenuto di per sé uno strumento terapeutico.

Genericamente, dunque, possiamo dire che i laboratori di arteterapia hanno uno spazio e un tempo ben definito nel quale tutto ciò che accade ha un senso e un significato. Il laboratorio è un luogo nel quale il bambino o il ragazzo trova un sacco di stimoli positivi. Ad esempio carta, matite, colori, plastilina, stoffe, lane, legno, farina, teli, burattini. Stimoli diversi che non solo alimentano l’espressione di sé ma possono contribuire ad implementare le capacità sensoriali e percettive del bambino. Basti pensare alla granulosità della farina o alla morbidezza della plastilina, alla ruvidità del legno, alla cremosità delle tempere che il bambino utilizza e manipola. Si può trovare però anche uno spazio vuoto, da riempire come si vuole, scegliendo i futuri strumenti insieme al bambino.

Il campo d’intervento delle artiterapie è solitamente composto da tre aree:
  • L’area educativa: dove la pratica dell’arteterapia è mirata ad agevolare percorsi formativi didattici ed esperienziali nell’ambito dell’educazione artistica; e anche processi di sviluppo e implementazione della creatività;
  • L’ area riabilitativa: in supporto a strategie di riabilitazione nei confronti di utenze specifiche (per esempio il disturbo dello spetto autistico ma anche disturbo da stress post traumatico);
  • L’area psicoterapica propriamente detta: nel contesto della clinica dei disturbi e della patologia.
L’arte come opportunità

Unitamente alle terapie tradizionali, l’arteterapia può rappresentare un’ottima opportunità per il bambino con autismo di esprimere se stesso e i propri sentimenti mediante la creatività e il processo stesso del creare concretamente qualcosa con le proprie mani.

Dott.ssa Marina Dei, psicologa


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