giovedì, Febbraio 22, 2024
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Alzheimer: il ruolo della beta-amiloide tra le cause di questa malattia

La Malattia di Alzheimer è la forma di demenza più frequente al mondo. Nonostante dalla sua prima descrizione le conoscenze siano fortemente cresciute, nessuno sa ancora con esattezza quali siano le cause della malattia. Le continue ricerche scientifiche su una possibile causa dell’Alzheimer hanno portato alla conoscenza di una proteina che ha un ruolo centrale nell’origine di questa patologia. Stiamo parlando della proteina betaamiloide (o anche β-amiloide), sulla quale si concentrano molti degli studi in atto.

Cos’è la β-amiloide e come agisce?

La β-amiloide è una proteina normalmente prodotta dalle cellule del nostro cervello a partire dalla proteina precursore della β-amiloide (APP), grazie all’azione delle secretasi, sostanze che funzionano in maniera simile a una forbice; esse tagliano l’APP riducendola in frammenti più piccoli e più facilmente eliminabili. Nelle persone che sviluppano la Malattia di Alzheimer, per cause non del tutto note, avverrebbe una eccessiva formazione di frammenti di beta-amiloide difficilmente eliminabili e “appiccicosi”. Essi inizierebbero ad accumularsi tra i neuroni. In questo modo, nel tempo, si arriverebbe alla formazione di placche, chiamate placche senili. Queste ultime da un lato provocherebbero alterazione nella comunicazione tra i neuroni, dall’altro darebbero avvio alla cosiddetta “cascata amiloide”. 

Placche senili

Il danno indotto dalle placche senili, infatti, altererebbe la funzione dei neuroni e delle proteine contenute al loro interno. Tra queste, la proteina tau. Anche in questo caso, l’alterazione della struttura della proteina tau determinerebbe accumuli anomali della stessa all’interno dei neuroni. Ciò comporta la formazione dei grovigli neurofibrillari. Come effetto finale, tutti questi cambiamenti porterebbero a un difetto nel trasporto di sostanze nutritive per i neuroni e alla loro morte graduale in diverse aree del cervello. Evento che è alla base dei sintomi della Malattia di Alzheimer.(Fig.1).

Risvolti clinici

La scoperta del ruolo centrale della beta-amiloide tra le cause dell’insorgenza della malattia di Alzheimer ha permesso di mettere a punto nuove tecniche diagnostiche e avviare la sperimentazione di nuove terapie. Fermo restando che la diagnosi di Malattia di Alzheimer è innanzitutto clinica e richiede un’attenta raccolta della storia clinica del soggetto e un’attenta visita, è possibile oggi indagare la presenza delle placche senili attraverso un esame radiologico: la PET amiloide. È bene sottolineare in questa sede il fatto che il riscontro isolato di placche senili, in assenza della valutazione clinica da parte di uno specialista, non ha alcun valore diagnostico.

Nuove terapie

Per quanto riguarda le nuove terapie, sono in fase di valutazione farmaci specificamente rivolti contro la proteina tossica (ad esempio Aducanumab). Si tratta di anticorpi monoclonali che dovrebbero eliminare gli accumuli di β-amiloide. Anche in questo caso la cautela è d’obbligo. Parliamo infatti di farmaci sperimentali, di cui si stanno ancora valutando sia l’efficacia che gli eventuali effetti dannosi, e per questo non ancora somministrabili a tutti i pazienti.

Dott.ssa Giulia D’Alvano (Dottoressa in Medicina e Chirurgia)


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