giovedì, Giugno 20, 2024
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DSA e gruppo classe: creare un clima di fiducia per il benessere di tutti

Nel corso degli ultimi anni è aumentato considerevolmente il numero di alunni che presentano disturbi specifici dell’apprendimento. Questi alunni presentano difficoltà nel mettere in atto strategie efficaci; ad organizzare i propri materiali nelle attività scolastiche e a gestire il proprio studio. Talvolta queste problematiche possono amplificarsi se il ragazzo con DSA non si sente accettato o riconosciuto dal gruppo classe. 

Inoltre, in alcuni casi questi bambini potrebbero sentirsi inadeguati di fronte alle attività scolastiche e ottenere una serie di insuccessi. Per cui col tempo potrebbero sentirsi demotivati e disinteressati, fino a ridurre l’impegno scolastico o assumere atteggiamenti di evitamento, sottraendosi così alla frustrazione che ne deriva. Anzi, nelle situazioni più estreme possono verificarsi anche casi di fobia scolare. Tutti questi fattori possono avere delle conseguenze anche nello stare al passo con i propri compagni di classe.

Oltre le difficoltà scolastiche: il rapporto con il gruppo classe

Oltre alle difficoltà di natura scolastica possono affiancarsi, in questi bambini, problemi di natura emotiva, comportamentale e relazionale che influenzano il loro benessere. Infatti, una delle possibili conseguenze di questo comportamento è l’isolamento e l’esclusione dal gruppo classe. Dunque, l’area dello svantaggio scolastico è molto più ampia; per cui è necessario creare un clima di accoglienza e di fiducia tra i compagni che permetta a tutti di sentirsi a proprio agio all’interno della classe

Il concetto di autostima: che cos’è e come incide su sé stessi

L’autostima è un giudizio di stima di sé, ovvero il processo soggettivo del valutare e apprezzare se stessi fondato sulle autopercezioni. I giudizi possono avere una doppia natura, dividendosi in:

  • giudizi negativi: che portano a sentimenti come sconforto, vergogna, colpa, ansia;

  • giudizi positivi: che portano a sentimenti come euforia, vitalità e serenità.

Infine, l’autostima incide sulle emozioni, sulla cognizione, sul comportamento, sulla motivazione e sul benessere generale della persona.

L’importanza di promuovere l’autostima negli alunni con DSA

I bambini con DSA tendono a sperimentare molte difficoltà a scuola, sia in termini di performance scolastica, che in termini di accettazione dei compagni. Per questo motivo possono avvertire rispetto agli altri alunni: 

  • un concetto di sé stessi un po’ più negativo;
  • livelli più elevati di ansia;
DSA e gruppo classe

Per un ragazzo con DSA, l’accettazione e l’identificazione con il gruppo classe influisce sullo sviluppo dell’identità sociale. Con questo concetto si intende:  

  • sentirsi parte di un gruppo ed essere riconosciuto in quanto tale;
  • essere stimato e apprezzato per le proprie competenze e il proprio ruolo all’interno del gruppo. 

Dunque, si possono capire le molteplici conseguenze a livello psicologico se il bambino con DSA si sente rifiutato, ignorato e non accettato dai propri compagni di classe. Senza considerare le pesanti ripercussioni che si possono avere sullo sviluppo sociale, emotivo e comportamentale; in termini di manifestazione di ansia, solitudine, depressione e alienazione.

Il rapporto con il gruppo classe e con i genitori: come le relazioni possono incidere sull’andamento scolastico di un alunno con DSA

Questi vissuti e le eventuali difficoltà nei rapporti con i pari portano anche ad un evitamento della scuola e ad una diminuzione dell’investimento sulle attività didattiche. Pertanto l’avere difficoltà relazionali in classe può rappresentare un fattore di rischio aggiuntivo nei bambini con DSA. Dunque, emerge l’importanza di prendere in considerazione anche il vissuto dei genitori, poiché esperiscono indirettamente gli insuccessi del figlio. Inoltre i loro atteggiamenti e le loro reazioni all’andamento scolastico condizionano in parte le risposte del bambino ad essi.

Benessere scolastico: come evitare i casi di fobia scolare

Coltivando in classe il benessere, l’accoglienza, la solidarietà e la responsabilità si rende più piacevole ed efficace il processo di formazione”. (Dott. Mario Polito – Attivare le risorse del gruppo classe. Nuove strategie per l’apprendimento reciproco e la crescita personale).

Per benessere scolastico si intende la creazione di un clima sereno, armonioso e di collaborazione tra tutti i membri di una classe. Si tratta di una condizione indispensabile che serve a garantire ai docenti e agli allievi buone predisposizioni per svolgere il rispettivo compito: insegnare e apprendere. Quindi per ottenere il benessere scolastico è opportuno considerare: 

  • gli aspetti legati al processo di apprendimento; 
  • i successi e gli insuccessi accademici;
  • le relazioni sociali e interpersonali.
Dall’integrazione all’inclusione scolastica

La scuola è chiamata a realizzare non solo l’integrazione di tutti i bambini, ma anche l’inclusione. Nell’integrazione si fa distinzione tra la persona con difficoltà e la persona senza difficoltà; mentre nell’inclusione si considerano tutti come persone, ognuno con i propri bisogni, ma con gli stessi diritti di partecipazione ed autonomia. Per questo, l’inclusione punta a stimolare il lavoro in modo che tutti siano, quanto più possibile, trattati in modo diverso, in base a quelle che sono le proprie necessità. Da alcuni anni quindi, si preferisce utilizzare il termine inclusione che allarga il riconoscimento agli alunni con difficoltà. Esso si basa sul riconoscimento della rilevanza della piena partecipazione alla vita scolastica da parte di tutti i soggetti.

L’inclusione a scuola

Nel caso della scuola si otterrà una comunità umana di apprendimento, dove ci si rispetta e ci si prende cura gli uni degli altri. Al suo interno, si considerano principalmente coloro che, se lasciati a loro stessi, sarebbero più in difficoltà. In breve, si può considerare l’inclusione scolastica come il tentativo di rispettare le necessità e le esigenze di tutti; progettando ed organizzando gli ambienti di apprendimento e le attività. In questo modo, tutti potranno partecipare alla vita di classe ed all’apprendimento, nella maniera più attiva, autonoma ed utile possibile. Dunque, in conclusione, per la creazione del benessere scolastico è opportuno: 

  • dare spazio al dialogo con e tra gli allievi;
  • favorire dinamiche positive all’interno del gruppo classe;
  • rispondere ai diversi bisogni di apprendimento degli alunni;
  • impostare processi di apprendimento realizzabili;
  • superare le barriere potenziali all’apprendimento e alla valutazione per gli individui e gruppi di alunni;
  • strutturare le attività didattiche in maniera cooperativa invece che competitiva.

Infatti nei sistemi competitivi il successo dei più capaci comporta l’insuccesso dei meno capaci. Invece l’apprendimento cooperativo è particolarmente proficuo nelle classi eterogenee che ospitano diversi studenti svantaggiati sotto il profilo educativo e provenienti da varie culture. 

Ilenia Carlino, psicologa 


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