mercoledì, Febbraio 28, 2024
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Teniamoci Attivi – Laboratorio autonomie per la demenza: il gioco delle coppie

L’importanza del gioco

Giocare a carte può essere molto utile per condividere un momento di svago con il vostro caro con demenza. Inoltre attraverso una dimensione ludica, si innalza l’umore e dunque aumenta il benessere generale del vostro caro. Giocare a carte è dunque un’ottima attività di svago e di divertimento, incrementa l’autostima (soprattutto quando l’attività viene calibrata a seconda delle caratteristiche dell’anziano), e favorisce il rilassamento. Inoltre nel gioco delle coppie, il ricordare le regole e le carte che sono state scoperte, sono fattori che stimolano molte delle capacità cognitive della persona con demenza, prima tra tutte la memoria.

Come si gioca al gioco delle coppie

Per fare questo gioco è preferibile usare le carte francesi, poiché si hanno a disposizione dei mazzi esattamente uguali. Ciò non è possibile utilizzando le carte napoletane in quanto si potrebbero avere delle difficoltà a riconoscere le diverse figure, per esempio: l’immagine del “2 di denari” sulla carta napoletana è diversa dall’immagine del “2 di bastoni”. Vediamo quindi come procedere per semplificare l’attività.

  • Disponete sul tavolo delle carte coperte in maniera ordinata e in fila in modo tale da non creare confusione;
  • Ognuno a turno gira due carte per individuare le due uguali.
  • Partite da 3 coppie di carte e disponetele sul tavolo e a turno girate due carte. È preferibile partire da un numero limitato di coppie per rendere più facile l’approccio al gioco.
  • Se il vostro familiare è in grado di ricordare rapidamente le tre coppie, aggiungete una coppia di carte o due coppie.
Cosa fare se emergono difficoltà

Può capitare che durante il gioco, il vostro familiare presenti delle difficoltà. Ad esempio:

  • nel ricordare tutte le coppie. In questi casi, è utile rigirare tutte le carte per mostrare dove sono posizionate, dare il tempo di memorizzarle e rigirarle per iniziare di nuovo il gioco. Se le difficoltà dovessero continuare, è utile ridurre il numero di coppie e partire da due coppie di carte;
  • Si potrebbe andare in ansia oppure sentirsi frustrati per gli errori commessi. È importantenon correggere oppure rimproverare il vostro caro;
  • nell’associare i simboli delle carte francesi oppure confondersi tra i diversi semi dello stesso colore (quadri e cuori; picche e fiori). In questo caso, è utile creare delle nuove carte più semplici con dei cartoncini che raffigurano simboli più facili (cerchio, croce oppure altre figure geometriche).
Un Allenamento Per La Memoria

Il gioco delle carte permette di allenare la memoria nelle persone con demenza. È di diffusa conoscenza che tra le prime capacità ad essere compromesse nella demenza, soprattutto nella demenza d’Alzheimer, sono proprio la memoria e l’apprendimento. Questo non vuol dire che queste abilità debbano essere del tutto abbandonate e non stimolate. Infatti vanno comunque allenate in maniera adeguata rispettando le difficoltà della persona con demenza e, laddove è possibile, aiutarlo ad attuare delle strategie alternative per ricordare. Inoltre, esistono vari tipi di memoria e non tutte sono compromesse fin dall’inizio dell’insorgenza della demenza, anzi si mantengono a lungo. Infatti il primo tipo di memoria ad essere danneggiata nella demenza è la memoria definita episodica, cioè il magazzino che contiene gli eventi della propria vita. Di conseguenza si manifesta una difficoltà ad acquisire nuove informazioni mentre i ricordi più antichi si stabilizzano.

Tramite questo gioco, è possibile allenare nello specifico la memoria a breve termine visuo spaziale che permette di mantenere un’informazione per un tempo molto limitato relativamente ad informazioni spaziali, per esempio la posizione degli oggetti.

Inoltre, il gioco delle coppie agisce anche su una componente spaziale della memoria di lavoro. Cioè la capacità di tenere a mente per tutto il tempo necessario allo svolgimento del gioco le informazioni sulla posizione spaziale delle carte, ripetendo mentalmente le informazioni.

Dottoresse in Psicologia:
Dott.ssa Sabrina De Filippis
Dott.ssa Rosamaria Satriano.

Psicologa: Dott.ssa Marina Dei


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