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L’autismo in età adulta: quali interventi per adulti ed anziani

L’Autismo non è una condizione infantile ma dura per tutta la vita fino all’invecchiamento. Se da un lato sono poche le ricerche che indagano l’impatto dei processi di crescita legati all’età adulta e all’invecchiamento sulle persone con Autismo, dall’altro i servizi sanitari e gli interventi psico-educativi per gli adulti ed anziani non sono ancora ben definiti. Spesso, genitori o in più in generale i familiari possono ritrovarsi in situazioni che li mettono a dura prova:  sentirsi frustrati, non capire bene cosa fare ma soprattutto a chi rivolgersi.

Situazione Attuale in Italia

Come riportato in un intervento di Giuseppe Maurizio Arduino1 in un seminario del 2011:  attualmente in Italia sono ancora pochi i servizi e gli interventi per l’Autismo che coinvolgono tutto l’arco di vita.

In particolare, mancherebbero servizi che:

  • supportano ed orientano la famiglia.

Mancano cioè interventi diretti ai caregiver per la gestione di eventuali comportamenti problema e dei fenomeni relativi ai processi di crescita legati all’età adulta e all’invecchiamento. Ad esempio, la gestione della sessualità  e la spinta verso l’indipendenza.

A tal proposito mancano i parent training, ovvero interventi che aiutano i genitori e i familiari ad interagire al meglio con i propri cari. Essi permettono di sviluppare una maggiore conoscenza e consapevolezza riguardo le difficoltà incontrate. Inoltre forniscono indicazioni e strategie per gestire i problemi quotidiani, riducendo i livelli di stress.

Infatti i genitori o i familiari imparano che i problemi possono essere affrontati e che esistono strategie più adeguate per poterli gestire al meglio. Si sposta così l’attenzione da ciò “che non va” a ciò che è possibile fare”.

  • sostituiscono (oppure affianchino) la famiglia.

Mancano strutture diurne e centri residenziali. Mancano servizi definiti ditregua e respiro per garantire una maggiore integrazione nella società e con i coetanei, come le opportunità lavorative .  Ed infine mancano interventi riabilitativi ed educativi continuativi.

L’importanza dei servizi e degli interventi per tutto l’arco di vita

Secondo Arduino (2011)1, tutto questo ha un forte impatto sulla qualità di vita della persona con Autismo e della sua famiglia.

La mancanza di percorsi continuativi può generare cambiamenti nelle routine giornaliere. Per di più, con la drastica riduzione o interruzione delle attività abituali e delle relazioni sociali, vi è la possibilità di perdere le abilità precedentemente acquisite attraverso gli interventi riabilitativi e psico-educativi. Si possono generare sentimenti di smarrimento e frustrazione; un aumento dell’ansia e dei comportamenti problema probabilmente gestiti attraverso un maggior uso di interventi farmacologici.

Ad esempio dopo l’adolescenza la fine dell’attività scolastica e la drastica riduzione delle attività riabilitative, contemporaneamente alla mancanza di opportunità lavorative e di inclusione sociale, può rappresentare “un vuoto” difficile da gestire.

Come ottimizzare il processo di crescita ed invecchiamento nell’Autismo

Se da un lato il processo di crescita ed invecchiamento nell’Autismo determinerebbe cambiamenti “naturali” legati all’età e sfide più specifiche nella gestione della vita quotidiana legate al Disturbo; dall’altro è possibile fornire delle indicazioni per ottimizzare l’andamento di questo processo (Perkins e Berkman, 2012)2.

Secondo gli autori, è necessaria avere una continua assistenza sanitaria con l’obiettivo di:

  • attuare screening preventivi;
  • gestire adeguatamente le patologie croniche di natura fisica (ad esempio l’epilessia) e i disturbi di natura psichiatrica che potrebbero svilupparsi nel corso del tempo (ad esempio disturbi d’ansia).
  •  monitorare periodicamente l’uso dei farmaci.

Inoltre, secondo Perkins e Berkman (2012)2, diventa essenziale e indispensabile continuare a promuovere opportunità lavorative, sociali e di istruzione per tutto l’arco di vita.

I disturbi nell’Autismo cambiano con il progredire dell’età e queste opportunità rappresentano valide occasioni per continuare ad “apprendere” e raggiungere il maggior grado possibile di autonomia, per avere la possibilità concreta di una vita indipendente oppure in strutture residenziali e ottenere una migliore qualità di vita.

Di pari passo, secondo gli autori, resta fondamentale promuovere una maggiore formazione per medici, infermieri ed operatori nella conoscenza del Disturbo dello Spettro Autistico e fornire assistenza agli adulti ed anziani con questa condizione.

C’è ancora molto da conoscere, molto da fare

In generale, l’impatto dei processi di crescita legati all’età adulta e all’invecchiamento sulle persone con Autismo è ancora tutt’ora relativamente poco conosciuto rispetto alle altre fasce d’età.

Allo stesso tempo, in Italia sono ancora pochi gli interventi psico-educativi che raggiungono la piena autonomia (o perlomeno al maggior grado di autonomia possibile) delle persone con autismo e allo sviluppo di nuove abilità o il potenziamento di quelle già apprese per tutto l’arco di vita, dall’età adulta fino all’invecchiamento. Per cui le famiglie avvertono una maggiore responsabilità.

La famiglia è una risorsa indispensabile ed è fondamentale che essa sia supportata, guidata ed affiancata al meglio durante il processo di crescita ed invecchiamento nell’Autismo per raggiungere una qualità di vita migliore.

Sensibilizzare per poter agire

Per queste ragioni e dato che l’aspettativa di vita è solo leggermente più bassa rispetto agli individui con sviluppo tipico (Perkins e Berkman, 2012)2, Possiamo sostituire con “dato che l’aspettativa di vita è quasi pari rispetto agli individui con sviluppo tipico” ancora una volta è necessaria una maggiore conoscenza, ma soprattutto una maggiore sensibilizzazione su questo fenomeno per la pianificazione di servizi adeguati per le persone con autismo in età adulta ed avanzata e per garantire un supporto maggiore alle famiglie.

In poche parole, è necessaria una presa in carico delle persone con Autismo che si estenda dall’infanzia fino all’età avanzata.

 

Dott.ssa Rosamaria Satriano, Dottoressa in Psicologia

Bibliografia

  1. Arduino, G. M. (2011). Stato dell’arte ed epidemiologia dell’autismo in età adulta, presentato al seminario Autismo in età adulta: bisogni, interventi e servizi. Cesena, 27-28 gennaio

 

  1. Perkins, E. A. & Berkman, K. A. (2012). Into The Unknown: Aging With Autism Spectrum Disorders. American Journal On Intellectual And Developmental Disabilities, 117, 478 – 496.


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