giovedì, Febbraio 29, 2024
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DSA in età adulta: quale impatto sulla vita personale e lavorativa?

Come evolvono i DSA nel tempo?

I disturbi specifici dell’apprendimento (DSA), data la loro base biologica, persistono anche in adolescenza ed età adulta. Questi, infatti, non sono transitori e le difficoltà che li caratterizzano, nonostante  possano essere compensate attraverso strumenti, strategie e programmi di potenziamento possono comunque avere un impatto sulla vita personale e lavorativa della persona. Ad esempio i DSA possono avere ripercussioni nelle aree del successo scolastico e lavorativo; sul piano emotivo e sullo sviluppo di un’adeguata immagine di sé.

DSA in adolescenza 

Per quanto riguarda l’evoluzione a lungo termine dei disturbi dell’apprendimento in adolescenza, nonostante ci sia un miglioramento negli anni, il quadro di DSA può assumere aspetti differenti in base alle problematiche della persona e alle strategie di compensazione. Le strategie di compensazione sviluppate negli anni possono sopperire alle difficoltà, anche se problemi nel calcolo, memoria e linguaggio sono evidenti. In generale, nella lettura di parole a bassa frequenza e non parole gli adolescenti sono più lenti rispetto alla lettura di un brano; mentre per quanto riguarda la scrittura persistono difficoltà ortografiche e sono richiesti tempi più lunghi per compiti di lettura e scrittura.

Dal punto di vista emotivo, anche in gruppo il ragazzo cerca di nascondere le sue difficoltà. Dunque, l’immagine sociale è fondamentale, poichè le basse prestazioni scolastiche e il vissuto di inadeguatezza negli apprendimenti possono aumentare nel tempo l’insicurezza e il livello di frustrazione nelle attività di studio (fino all’abbandono scolastico) e in quelle lavorative. Successivamente, l’ingresso nell’ambiente accademico richiede un livello di autonomia nella gestione dello studio e di responsabilità maggiori. In assenza di adeguate strategie di apprendimento, ciò può aumentare il livello di frustrazione sperimentato dal ragazzo con conseguente ricaduta sul successo universitario. 

Il mondo del lavoro

L’inserimento lavorativo per i DSA giovani o adulti può risultare complesso a causa delle difficoltà di lettura, scrittura o calcolo. Spesso è frequente, però, la presenza di abilità peculiari, caratteristiche fondamentali utili in specifici contesti lavorativi, quali:

  • maggiori capacità nell’elaborazione di informazioni visive e spaziali;
  • problem solving;
  • intuitività e creatività.

Queste possono rappresentare preziose risorse per l’ambito lavorativo. In un ambiente di lavoro sereno si può trovare più facilmente un proprio percorso ed esprimere le proprie potenzialità al meglio. Specialmente in attività non automatiche e non legate direttamente ad abilità accademiche.

DSA in età adulta

In età adulta il DSA si manifesta prevalentemente attraverso una generale lentezza nelle aree di apprendimento, infatti è richiesto:

  • un tempo maggiore per elaborare le informazioni;
  • fatica nel leggere, scrivere e ricordare;
  • difficoltà nel decifrare parole nuove;
  • rileggere più volte un testo per la sua comprensione;
  • fatica anche nell’espressione verbale;
  • problemi nell’ampliare i contenuti e articolarli;
  • disagio con gli aspetti procedurali come il riconoscimento del simbolo matematico e l’applicazione delle procedure di calcolo a mente;
  • difficoltà nella memoria a breve termine, nell’organizzazione personale e professionale e nella gestione del tempo;
  • difficoltà a mantenere a lungo la concentrazione su un compito.

 

In ambito lavorativo possono emergere problemi legati al contesto e al proprio ruolo, come:
  • difficoltà a mantenere la concentrazione in ambienti rumorosi;
  • gestire il carico di mansioni;
  • automatizzare nuove routine. 

Accanto a questi aspetti, particolare attenzione va posta a livello psicologico e affettivo dove si riscontrano:

  • mancanza di fiducia nelle proprie potenzialità;
  • bassa autostima;
  • vissuti di rabbia e frustrazione;
  • immagine negativa di sé. 
DSA in età adulta e valutazione neuropsicologica

È evidente, quindi, che i DSA non debbano rappresentare un ambito di interesse che riguarda solo l’età evolutiva, ma è sempre più richiesto un servizio di diagnosi e di presa in carico che riguarda anche gli adulti. Dal punto di vista normativo, la legge 170 prevede tutele per gli studenti con DSA nell’intero arco scolastico accompagnandoli dalla scuola primaria fino all’università. È importante poter effettuare una valutazione neuropsicologica idonea a diagnosticare casi di DSA in soggetti adulti. La facile ed apparente compensazione e la modifica delle caratteristiche del disturbo in età adulta possono ritardare l’iter diagnostico in quelle situazioni in cui il quadro di DSA non viene individuato durante l’infanzia e l’adolescenza.

La valutazione avrà come obiettivo non solo quello di accertare la presenza del disturbo ma anche di tracciare un profilo cognitivo e di apprendimento dell’adulto volto a delineare punti di forza e debolezza personali. La presenza di esperti nell’area della salute psichica si rileva senza dubbio fondamentale nel favorire quel processo di ricostruzione della propria storia personale scolastica quando questa risulta caratterizzata da insuccessi lavorativi e difficoltà scolastiche che hanno inciso negativamente sul vissuto e sull’immagine personale dell’individuo.

La diagnosi

È importante a tal proposito ricordare l’importanza dell’individuazione precoce: una diagnosi ricevuta in età scolare, a seguito di un valido percorso di individuazione precoce, rappresenta un fattore prognostico positivo. Infatti riduce la possibilità per l’individuo di andare incontro a insuccessi e stress, ricevendo adeguatamente strategie, risorse e strumenti utili verso la compensazione delle sue difficoltà. In Italia, i servizi diagnostici in ambito evolutivo non possono prendere in carico ragazzi di un’età superiore ai 18 anni, mentre per una diagnosi di DSA in età adulta è opportuno rivolgersi ad un’equipe dell’ASL composta da figure professionali, quali: il neurologo, lo psicologo e il logopedista. 

In particolare, la grande rete di servizi attivi sul territorio napoletano ha permesso, grazie a sportelli di ascolto in ambito scolastico e universitario, di compensare la mancanza di servizi diagnostici pubblici sul territorio per ottenere una diagnosi di DSA per adulti. Per questo motivo, presso l’ASL NA 1 e l’Associazione Italiana Dislessia (AID) è stato realizzato un ambulatorio per la diagnosi e la presa in carico di giovani adulti.

Dott.ssa in Psicologia, Ilenia Carlino

 


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