venerdì, Giugno 21, 2024
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L’importanza delle relazioni sociali per una persona con Alzheimer o altra demenza

Le relazioni sociali rappresentano un aspetto fondamentale sia nella propria vita personale che di quella del nostro caro con Alzheimer o altra demenza. In realtà con l’avanzare dell’età o in una condizione come la demenza le relazioni familiari e di lunga data possono essere una risorsa importante. Nonostante l’emergenza, causata dal Covid-19, che ci impone delle regole al fine di contenere il virus, adottando le giuste misure di sicurezza è possibile mantenere una vita sociale attiva e curare il nostro benessere e quello del nostro caro. Infatti le relazioni sociali influenzano positivamente l’umore, aumentando il coinvolgimento verso le proprie esperienze. Oltretutto percepirsi come socialmente isolati può esporre a disturbi del sistema cardiocircolatorio ed immunitario, influenzando lo sviluppo di condizioni come l’ipertensione o inducendo una ridotta risposta all’infiammazione.

Cosa si intende per coinvolgimento?

Avere dei contatti abitualmente con altre persone ed un maggiore interesse verso le proprie relazioni, sembrano avere un effetto positivo sull’attività di quei biomarcatori che riguardano le capacità fisiche.  Il coinvolgimento della persona può essere di tre tipi:

  • IntimoRelazioni con persone significative, che racchiudono in genere il partner, la famiglia ed amici stretti o anche un animale da compagnia;
  • RelazionalePartecipazione in piccoli gruppi, relativi ad hobby o interessi comuni;
  • CollettivoPartecipazione ad attività in gruppi allargati, come nel caso di partecipazione in gruppi di volontariato, partecipazione alla vita politica o religiosa della comunità
Impatto della Demenza sulle relazioni sociali

Una persona con Demenza può mostrare difficoltà nelle relazioni sociali. Le compromissioni delle abilità cognitive possono rappresentare una barriera nel coinvolgimento in attività da fare insieme. Si potrebbero manifestare comportamenti che possono ostacolare la vita sociale. Ad esempio la persona con Demenza potrebbe formulare commenti inappropriati nei confronti di altri oppure potrebbe mostrare scarsa tolleranza nei confronti di altri. Questi aspetti possono influire sulle relazioni sociali della persona con Demenza e sulle attività da svolgere in comune.

Le conseguenze sulle abilità cognitive

Sentirsi poco adeguati nelle dinamiche sociali può spingere alcune persone con Demenza ad isolarsi. Stigma e stereotipi possono influenzare il modo in cui gli altri interagiscono con la persona con Demenza. Una condizione di isolamento può diventare uno dei fattori che peggiora le capacità e le abilità della persona con Demenza: attraverso le modifiche indotte dalla plasticità sinaptica possono verificarsi cambiamenti in alcune strutture della memoria. La plasticità, allo stesso modo, può influenzare positivamente le modifiche strutturali del cervello attraverso il contatto sociale.


La socializzazione rappresenta quindi un fattore chiave per il benessere della persona. Insieme all’istruzione ed alle esperienze stimolanti, è tra gli elementi principali che costituiscono la riserva cognitiva.

Per poter favorire il mantenimento del contatto sociale nel caso di una persona con Demenza, potrebbe essere utile considerare alcuni aspetti.

Strategie di supporto alle relazioni sociali
  • Regolarizzare il contatto sociale attraverso routine:

    Dedicare uno spazio quotidiano o settimanale può rappresentare un modo per ritagliare uno spazio apposito al contatto con gli altri. Se non è possibile visitare di persona il vostro familiare con Demenza, soprattutto nella situazione attuale che impone di tutelare la salute dei soggetti più fragili, anche una telefonata può rappresentare un’opportunità di socializzazione per la persona con Demenza;
  • Utilizzare le nuove tecnologie:


    Durante il periodo di emergenza sanitaria, la distanza ha messo alla prova la nostra capacità di stare insieme. Le soluzioni offerte da strumenti appositi per videochiamare possono aiutare a non perdere il contatto con familiari lontani. Avere la possibilità di vedere, anche a distanza, i propri nipoti e figli può essere di conforto per una persona con Demenza;
  • Hobby, passatempi ed interessi comuni: 

    Scegliere attività in comune che consentano la partecipazione di tutti può essere un modo per avvicinare la persona con Demenza alla vita di gruppo. Con il distanziamento sociale di questo periodo, ovviamente il gruppo più prossimo è quello stretto dei conviventi. Che sia in famiglia o con altri, la cosa importante è mantenere un atteggiamento elastico nella comunicazione perché questo può facilitare la partecipazione di chi magari ha più difficoltà.
  • Organizzare occasioni di ritrovo:

    Con le dovute precauzioni può essere utile pianificare delle attività da svolgere insieme al proprio familiare con Demenza. Che si tratti di un film da condividere insieme, della musica da ascoltare o di giochi da proporre, le attività in gruppo sono un ottimo modo per coltivare le relazioni sociali. Attraverso la partecipazione a queste attività si ha la possibilità di far sentire ancora competente la persona con Demenza, possibilmente migliorando il suo umore.
Le relazioni sociali come prevenzione

Infine, garantire che la persona con Demenza non si senta isolata rappresenta un possibile fattore di prevenzione e di rallentamento della condizione. Questo è un aspetto da non trascurare neppure in questo momento storico di difficoltà, in cui il Covid19 necessariamente ci rende tutti più distanti. Pur rispettando i limiti e le distanze imposte dall’emergenza sanitaria, occorre non perdere di vista il benessere dei nostri familiari con Demenza. Le attenzioni dedicate alla persona con Demenza, insieme al contatto di natura personale, rappresentano gli strumenti migliori per sostenere i nostri cari con difficoltà. Mantenere alto il benessere della persona con Demenza può essere una buona motivazione per costruire, insieme, i ricordi da portare con sè. Mantenere alto il benessere della persona con Demenza può essere una buona motivazione per costruire, insieme, i ricordi da portare con sé.

Dott. Danilo Atripaldi, psicologo


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