Il legame Autismo-Sport: progetti e opportunità per l’inclusione sociale

Diversi studi hanno dimostrato che praticare un’attività sportiva e più in generale l’esercizio fisico comporti numerosi benefici.  Infatti migliora le condizioni fisiche, riduce stress, ansia, depressione e perfino migliora il rendimento scolastico e la memoria (Bremer et. al., 20161). Sebbene esistano ancora poche ricerche che hanno esaminato il legame tra Autismo e Sport, molti sono i progetti rivolti a bambini e ragazzi con questa condizione che promuovono l’ attività sportiva. È stato dimostrato, infatti, che l’esercizio fisico possa non solo promuovere il benessere psicofisico ma determinare importanti miglioramenti sul piano (Bremer et. al., 20161) . A causa di possibili difficoltà legate alla comunicazione e al linguaggio, le persone con Autismo potrebbero ricorrere al canale comportamentale per esprimere emozioni e situazioni di disagio. Questo scatenando comportamenti “disadattivi”, difficili da gestire.

I Benefici dell’Attività Sportiva sull’Autismo

Secondo una review condotta da Bremer e colleghi nel 2016 sull’impatto dello sport sulle persone con Autismo dai 0 ai 16 anni, l’attività sportiva può rappresentare uno strumento funzionale per migliorare le abilità motorie, sociali e comunicative. Inoltre può favorire l’inclusione sociale e migliorare complessivamente la qualità di vita.

In particolare, prendendo come riferimento i comportamenti stereotipati, l’attenzione e il comportamento socio-emotivo, i risultati dimostrano che attività come arti marziali, corsa, equitazione, nuoto, yoga e danza possano:

  • più a lungo termine migliorare le condizioni fisiche, la capacità di adattarsi al contesto e le autonomie personali.
Alcune iniziative sportive

Nel corso del tempo fino ad oggi, stanno nascendo numerosi nuovi progetti legati al binomio Autismo-Sport. Si tratta di iniziative messe in atto da strutture come cooperative, associazioni e in altri casi di realtà nate proprio dai familiari con l’intento di creare sempre nuove opportunità di inclusione sociale per i propri figli. Migliorando, così, le competenze motorie ma anche relazionali. Ad esempio, tra di essi rientrano:

Si tratta di un corso di Mini Tennis rivolto sia a bambini e ragazzi da 6 ai 20 anni con Autismo, sia agli accompagnatori, in modo da promuovere il benessere non solo della singola persona ma di tutta la famiglia coinvolta. Come suggerisce il nome stesso, le attività sportive vengono svolte insieme a coetanei normotipici, divertendosi tutti insieme.

Ed ancora….
  • “TMA (Terapia Multisistemica in Acqua)”  è una terapia realizzata in piscina e rivolta a persone con Autismo. Nata dall’idea di Giovanni e Giovanni Ippolito, due psicologi italiani. Lo scopo principale non è soltanto imparare a nuotare e imparare a seguire le regole presenti in piscina, ma favorire l’inclusione sociale e il processo di socializzazione, instaurando relazioni con l’operatore e con il gruppo di pari.
  • “Sognando un Gol”, un progetto gratuito che nasce a Sarno, in provincia di Salerno realizzato dall’AssociazioneInsieme si può-Sarno”, “la Filanda” e “I Bambini delle Fate”. Lo scopo è creare una scuola di calcio per bambini con Autismo. L’iniziativa nasce dall’idea di Biagio Ruocco e Giusy Nozzolino, genitori di un ragazzo con questa condizione e sarà seguita da uno studio tutto italiano condotto dalla Facoltà di Medicina di Salerno per valutare gli effetti dello Sport sull’Autismo.
Quando lo Sport diventa uno stile di vita: il Progetto Filippide

“Progetto Filippide” prevede corsi di nuoto e atletica per persone prevalentemente con Disturbo dello Spettro Autistico anche con disabilità grave. Coinvolge bambini, adolescenti e soprattutto adulti (oltre i 18 anni).

Questa iniziativa nasce a Roma nel 2002 per poi diffondersi in numerose regioni italiane come la Lombardia, Sardegna, Sicilia, Basilicata e Marche. Gli utenti coinvolti nell’attività di corsa sono dei veri e propri atleti, infatti il progetto parte dall’idea che possa esistere una corrispondenza tra la tendenza ad assumere comportamenti ripetitivi e il gesto del maratoneta.

Essi sono iscritti al C.I.P. (Comitato Italiano Paralimpico) e si allenano frequentemente, relazionandosi alla pari con sportivi professionisti e non, come gli atleti iscritti alla FIDAL (Federazione Italiana di Atletica Leggera). Inoltre, partecipano a gare, manifestazioni sportive nazionali ed internazionali come la Maratona di Roma, Maratona alle Isole Svalbard in Norvegia, ed a vere imprese sportive come l’escursione sul monte Everest a 5600 metri di altitudine. Tutto questo ha dell’incredibile!

L’importanza dello Sport, e più in generale dell’esercizio fisico

I progetti come Filippide dimostrano come praticare sport possa migliorare la qualità di vita delle persone con Autismo. Allenamenti costanti e nuove esperienze producono entusiasmo e motivazione ad impegnarsi per poter migliorare, accrescendo il livello di autostima. Ma soprattutto si incentiva massimo grado di autonomia possibile.

Il motore di tutte queste iniziative è, infatti, creare occasioni di inclusione sociale. Inoltre queste permettono alle persone con Autismo di avere una vita migliore e più indipendente possibile, coinvolgendoli in contesti che sarebbero complicati da frequentare e offrendo un valido sostegno alle famiglie.

Lo sport, ma più in generale l’esercizio fisico promuove il benessere fisico e sociale perché permette anche di entrare in relazione con l’altro.

Pertanto, dato che palestre, piscine e centri sportivi sono attualmente chiusi a causa dell’emergenza Covid-19, è comunque importante incentivare le persone con Autismo a praticare esercizio fisico. Ad esempio con:

La regola da seguire è sempre la stessa: promuovere il benessere divertendosi!

Dott.ssa Rosamaria Satriano, Psicologa.

Bibliografia
  1. Bremer, E., Crozier, M., Lloyd, M. (2016). A systematic review of the behavioural outcomes following exercise interventions for children and youth with autism spectrum disorder. Autism, 20, 899 – 915.


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